La rivoluzione delle bambole fatte in casa

La rivoluzione si può fare anche con le bambole fatte in casa!

Fare le bambole in casa, con materiali semplici e naturali, infatti, è un atto rivoluzionario. Forse la parola “rivoluzione” è troppo grande, suona troppo altisonante per un argomento così piccolo e semplice.

Ma in fondo, che cos’è una rivoluzione? Sfondare le pareti dell’ordinario, uscire dai soliti schemi, inconsapevoli, del fare le cose solo perché “si è sempre fatto così”.

Significa uscire dalla quotidianità rassicurante, in cui non ci si pone più alcuna domanda, una realtà ripetitiva e mai in evoluzione.

E’ da un po’ tempo, ormai che sento la spinta di condividere questa mia passione per le cose semplici e bellissime che possiamo fare con le nostre mani. Bambole rese preziose dall’amore dall’intenzione, dal pensiero luminoso. Bambole che si scaldano al contatto con il corpo, che restituiscono lo sguardo e raccontano delle mani amorevoli che le hanno fatte nascere.

Per tante questo gesto così ricco di significato sembra qualcosa di impossibile. Sembra impegnativo, complicato difficile da realizzare e se non so cucire bene poi…

E invece no, non mi stanco mai di dire e dimostrare con i fatti che è alla portata di tutte, piacevole e porta ricche soddisfazioni.

Si inizia così, ad essere rivoluzionari: agire e guardare le cose senza cadere nell’abitudine consolidata e, sopratutto puntare al meglio in ogni cosa.

Perché vuoi mettere una bambola piena di storie, unica al mondo con un pezzo di plastica dura identica a milioni di altre, che non ha nulla di speciale da raccontare?

Fare le bambole in casa è una rivoluzione per diverse ragioni.

La rivoluzione delle bambole fatte in casa: la riconquista del tempo sacro

Quanto è più semplice entrare in un Super Store con muri e muri pieni di bambola di plastica, con gli occhi sbarrati e l’espressione stereotipata, prendere una scatola uguale ad altre migliaia? E via! Di nuovo a tuffarsi nella nostra vita inconsapevole, fatta di corse e fretta, criceti su una ruota in una corsa senza senso.
E in tutto questo, mi chiedo: dov’è il dono? Dov’è l’intenzione? Che cosa c’è di speciale in tutto questo?
Infatti, spesso queste bambole vengono dimenticate in un angolo e i bambini preferiscono giocare con la scatola. Quanti ne ho visti!

Una bambola vera, “viva” che custodisce una parola luminosa, con un piccolo cuore nel petto, affidata in modo consapevole, responsabile, magico, si trasforma immediatamente in una compagna di avventure inseparabile. La sua espressione neutra aiuterà il bambino a prendere contatto con il mondo delle emozioni.

E sarà unica, somigliante, tiepida al contatto, racconterà l’amore delle mani che ha guidato ogni gesto. Resisterà nel tempo e diventerà un oggetto intergenerazionale, attraversando il tempo, superando le generazioni, diventando un caro ricordo di famiglia, custodito con cura e con amore.

Nel frattempo, avremo creato del tempo sacro per noi, tempo di pace, in cui la famosa ruota del criceto che non ci dà mai il permesso di fermarci, finalmente si mette in pausa e magari riusciamo a scoprire che con i nostri sì e i nostri no riusciamo a trovare un ritmo che per noi va bene, fertile, operoso, ma non frenetico, un ritmo che tiene in sicurezza il nostro corpo e la nostra mente.

Che dono prezioso, per noi stessi e per gli altri questo tempo pieno di cura, amore e piccoli gesti che fanno bene all’anima.

La rivoluzione delle bambole fatte in casa: la verità su ciò che mettiamo nelle mani dei nostri bambini

Che cosa mi ha dato la spinta a superare la paura del fallimento e a far nascere la mia prima bambola? Una sera d’agosto mi sono affacciata alla porta della camera delle mie bimbe, all’epoca davvero piccine. Controllavo, come facciamo tutte, se fosse tutto a posto. Vederle abbracciate a una bambola presa dal supermercato dalla nonna, un pezzo di plastica, proveniente dal petrolio mi ha riempito di tristezza.

Ho sempre desiderato offrire alle mie figlie una vita il più possibile sana, a contatto con la Natura, con ciò che è vero, che è sano, vicino alla terra, senza essere artefatto.

Ho sempre fatto torte e merende con le mie mani, il pane fatto in casa, ho cercato per loro i vestiti di cotone organico, girato in lungo e in largo per acquistare frutta e verdura dai contadini che trattavano bene la terra e il raccolto e poi… per le lunghe ore della notte le lasciavo abbracciate a un pezzo di plastica vuoto, duro. Non c’era nulla della magia della vita che volevo insegnare. Nulla di bello, di significativo, di profondo, nulla che raccontasse di loro, che splendesse della loro luce.

Questa consapevolezza mi ha fatto scattare la molla di affrontare un eventuale fallimento ed è cominciato per me un percorso di trasformazione che è andato ben oltre le bambole per le mie figlie.

Uscire da quello che con tanto zelo la pubblicità martellante cerca di propinarci è la vera rivoluzione.

Uscire da quella specie di scala mobile di bisogno indotti che ci fa smettere di essere esseri senzienti, trasformandoci in consumatori, buchi da riempire prima di falsi desideri e poi di cose inutili, che non servono, che sono spazzatura, dopo qualche settimana.

Senza poi parlare dell’esperienza sensoriale

Le nostre meravigliose mani ormai sanno solo schiacciare bottoni, levette e conoscono solo tastiere e touchscreen si sono dimenticate di quanto sia piacevole tuffarsi nella lana morbidissima, annusarla, separare i fiocchi e allargarli tra le dita. Reggere un ago, sentire nel corpo la soddisfazione di una cucitura ben fatta, accarezzare un piccolo volto che all’improvvsio spunta da sotto la maglina. La vista, il tatto, l’olfatto gioiscono all’unisono in questa gratificante esperienza.

Hai visto che grande rivoluzione di luce, di tempo sacro, di benessere possono portare le bambole fatte in casa nella tua vita?

Che dici? Ti ho fatto venir voglia di provare?

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