Al diavolo la perfezione! Ci hai mai pensato quanto l’aspettativa di essere perfetta possa essere paralizzante?

Quante occasioni hai rimandato (e perso) perché pensavi che non saresti stata abbastanza brava, perché credevi di non riuscire alla perfezione?

Quante ferite ti ha procurato l’aspettativa di essere perfetta? Una figlia perfetta, una studentessa modello, una lavoratrice inappuntabile, una madre da manuale, una moglie impeccabile? Quanto dolore ti sei procurata confrontandoti con le altre?

Tutte più… belle, brave, organizzate, capaci, creative, intelligenti, brillanti, spigliate e tutto quello che ti viene in mente.

E’ tempo di smetterla! Al diavolo la perfezione!

Adesso basta! Ti sei fatta abbastanza male. Hai perso abbastanza occasioni! hai rimandato abbastanza la felicità e la soddisfazione.

Ma chi di noi è perfetta? chi lo è mai stata per più di 5 minuti? Pensa alla grande saggezza della Natura: in tutto un anno, ci sono solamente 2 giorni in cui l’equinozio celebra la perfezione dell’equilibrio. Solo 2 giorni in un intero anno. E nell’altalenanza degli altri giorni, la vita gira e scorre.

Tutto è perfettamente imperfetto. Tu per prima. Io per prima. Chiunque incontri nella tua giornata e ti sembra così in equilibrio, così intera, così riuscita.

Perciò respira! E ama la meravigliosa imperfezione che ti circonda. Ogni inghippo, ogni dolore, ogni incertezza, ogni tempesta, che una volta attraversata ti regala una nuova te, una nuova consapevolezza, un nuovo orizzonte.

Il concetto di Wabi-Sabi: imparare ad amare l’imperfezione

La lingua e la cultura giapponese spesso ci vengono in aiuto, riuscendo a comprimere in poche sillabe concetti enormi e complessi.

Il concetto di Wabi-Sabi indica lo stile di vita di chi è a proprio agio col tempo che passa e con la transitorietà delle cose e degli esseri umani.

Lo spirito del wabi-sabi richiede di trovare la bellezza e il valore nell’imperfetto e nell’ordinario. Ri-definisce la bellezza e rende una questione di percezione: oggetti umili, modesti, anche brutti, diventano belli con la contemplazione. La bellezza, come la felicità, è uno stato d’animo.

E’ un concetto incredibilmente confortante, se ci pensate. Se vuoi approfondire, qui trovi un link interessante.

Il wabi-sabi e le bambole: libere dalla perfezione

Una bambola irregolare, con qualche sbaglio, qualche riparazione, ammaccatura, imprecisione porta, comunque, con sé il ricordo delle mani di chi le ha fatte e di chi le ha usate.

Che importa, a un certo punto, se gli occhi non sono perfettamente simmetrici o uguale. L’imbottitura è poco omogenea? I capelli un po’ radi?

Nessuna bambola sarà mai perfetta, come non lo siamo noi e come non lo saremo mai, per fortuna.

Proprio grazie a questo, abbiamo la possibilità di essere uniche al mondo, sia noi sia le bambole che decidiamo di far nascere.

Far nascere una bambola è un processo interiore e spirituale, che può insegnarti diverse cose su te stessa.

Se vuoi far nascere una bambola e ti senti bloccata nel processo, qui c’è un articolo che ti insegna a superare gli ostacoli.

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