I 5 errori da non fare quando cominci una Bambola Waldorf.

Quando cominci una Bambola Waldorf devi fare attenzione a tante cose. Alla maggior parte di queste (per me sono le più importanti!) non ci pensa quasi nessuno e questo porta a commettere degli errori tipici, che fanno proprio capire che sono i primi esperimenti.

Continua a leggermi, ti dirò quali sono, secondo me, questi errori e come rimediare prima di commetterli, in modo che il tuo cammino sulla Via delle Bambole sia il più felice e fluido possibile.

Pretendere la perfezione

Hai appena deciso di cominciare la tua prima Bambola Waldorf. Magari ci hai messo tanto tempo a decidere, ti sentivi insicura e poco capace, ma adesso la decisione è presa. Il dado è tratto, come direbbe Giulio Cesare. E quindi che fai? Raduni i tuoi materiali, ago, filo, forbici e cominci. Ma se fosse così, non ci sarebbe niente di male. La questione diventa seria quando permetti alla Signorina Perfettina di sedersi vicino a te e guardarti lavorare.

Già solo ad immaginare la scena, mi si stringe il cuore. Pensiamo che sia una buona compagnia. Ci hanno insegnato che se non è perfetto, allora meglio non averlo fatto.

E questa è una grande trappola che ci immobilizza con ogni nuovo inizio. Un grandissimo inganno con cui hanno impastato i nostri pensieri e adesso facciamo anche fatica a capire che questo perfezionismo è una grandissima fregatura.

Già la sento la Signorina Perfettina seduta accanto a te:

Ma sei sicura? Ma è così che deve essere? Sembra così brutta… Ma perché la faccia si schiaccia? Ma ti sembra normale che sia così? Mah!

Mi sento male solo io a pensare di lavorare con lei che mi parla nel pensiero? Non sarebbe meglio avere vicino un’ allenatrice, come quelli che aiutano le squadre sportive, che faccia il tifo per te, applauda ogni progresso e, quando qualcosa va storto ti fa pensare alla soluzione e non al problema? Qualcosa del tipo:

Chi ti può aiutare? Quello che è cucito si scuce, quello che è legato si slega. C’è sempre un rimedio. Ricorda che appena ieri non sapevi fare nulla di tutto questo! Con la pratica si migliora. La prossima volta saprai già come fare.

Come ti suona? Meglio, eh? Quindi, la prossima volta, chi sceglierai di farti sedere accanto quando cominci una Bambola Waldorf?

Quando cominci una Bambola Waldorf non cedere alla fretta

Se hai solo 10 minuti contati di orologio e poi devi scappare perché hai una commissione urgente, non è questo il momento di tirar fuori la scatola con i materiali per fare la bambola. La fretta è una pessima consigliera.

Sarai concentrata sull’orologio, sul non farti scappare i minuti. Sarai comunque “fuori” di te e non “dentro” come ti occorre per lavorare bene alla tua bambola.

La bellezza di una bambola richiede lentezza. Occorre darsi il permesso di concedersi Tempo Sacro, per il nostro benessere emotivo e mentale. Il tempo del lavoro sulla bambola deve assomigliare a una meravigliosa scampagnata a piedi, fermandosi a osservare i fiori selvatici sul ciglio della strada e ad ascoltare il gorgoglio dell’acqua del ruscello. Non può essere come un viaggio in treno, in cui non sai neanche esattamente dove ti trovi, perché i cartelloni scorrono troppo veloci per i tuoi occhi.

Quando cominci una Bambola Waldorf ricorda bene: La bellezza richiede Cura e questo cerchio si chiude col tempo calmo.

Improvvisare

Quando cominci una Bambola Waldorf non ti conviene improvvisare. Cominciare il lavoro senza aver prima recuperato le giuste informazioni non è la strada migliore per ottenere il risultato che vedi già nella tua mente con facilità e felicità. Beh, sì alla fine non c’è nulla di astronomico o di particolarmente complicato. Però ci sono i dettagli. Le Cure. Le accortezze. E quelle fanno tanto la differenza!

Ti faccio un esempio pratico: le grinze sotto al mento. Quante bambole fatte a mano hanno delle larghe sciarpe che coprono circa la metà del viso? Tante eh? Hai fatto caso? E, secondo te, è una pura coincidenza? Una moda?

No, non lo è. Il motivo è che la sciarpa non è li per coprire il viso, ma per nascondere la foresta di pieghette e grinze che si formano sotto al mento della bambola. Sembra una cosa da cui non si scappa e invece è possibile avere bambole con il volto liscio e disteso, senza sciarpe e foulard di sorta. Basta sapere come fare.

Altro punto dolente del fai-da-te sono le proporzioni. Beh, che ci vuole, penserai tu! Basta mettere insieme due braccia, due gambe un corpo e una testa e hai una bambola.

Eh sì, come no! Ti risponde quella me che ha studiato un enorme libro di scultura in uso all’Accademia di Belle Arti per capire come donare proporzioni armoniose alle proprie bambole. Ti sei mai chiesta, ad esempio, quanti anni ha la tua bambola? In base all’età, le proporzioni cambiano. E questa è solo una delle cose da tenere in osservazione.

Quindi, ricapitolando, la bambola bella già da subito è nemica del fai-da te.

Agire con testardaggine

Ho capito che sei testarda e che le cose che fai devono venire proprio come decidi tu, ma quando cominci a fare una bambola, quella di incaponirsi non è la strada giusta.

Io ero così, testarda. Già prima di cominciare il lavoro, sapevo come doveva essere la bambola. Coi capelli così, gli occhi colà, il tipo di espressione, la forma degli occhi e chi più ne ha più ne metta. E poi, mentre lavoravo, la bambola sceglieva un’altra strada. Invece di così, voleva colà. Facevo e rifacevo la stessa cosa, ma era come se l’ago o la mia mano obbedisse a qualcosa che non ero io.

Quanto mi sono arrabbiata! Quanto mi sono impuntata! Finché un giorno non ho deciso che avrei provato a seguire questo amo che venivva lanciato da chissà dove. Entrare nel flusso, senza giudicare, senza ascoltare solo me stessa, ma anche la bambola che diventa una compagna di una danza che non posso condurre sempre e solo io.

Lì ho trovato una grande trasformazione. Le bambole nate dall’istinto, radicate nel fatto che io abbandonassi la mia idea e seguissi una musica che non sapevo dove volesse condurmi, mi ha fatta sempre arrivare in girdini meravigliosi nascosti dentro di me, che ancora non conoscevo. E quelle bambola, alla fine, erano molto più belle di quello che io avrei mai potuto immaginare.

Trascurare la parte simbolica e rituale

Girando in Internet vedo tantissime bambole tutte uguali, tutte fatte in serie. Semplici oggetti destinati a stare per qualche tempo su uno scaffale o una libreria, semplici soprammobili da spolverare. Una bambola fatta con le nostre mani può essere molto, molto più di questo.

Ecco il motivo per cui diventa fondamentale, quando cominci una Bambola Waldorf, trascurare la parte rituale o simbolica. E con questo concetto non ti parlo di chissà quale cosa difficile o particolare da fare. Si tratta di semplicissimi gesti accompagnati da un pensiero, da un’intenzione, che però ti mettono nella giusta modalità per cogliere il massimo del valore di questa esperienza.

Ogni mia bambola, ad esempio, parte dal Rito della Luce Interiore.

Quando cominci una Bambola Waldorf: Articoli per approfondire

No al perfezionismo: Leggi l’Articolo

Evitare le grinze sotto al mento: Leggi l’Articolo

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