CHE COSA SONO LE BAMBOLE STEINERIANE (O WALDORF)?

Le Bambole Steineriane, dette anche Bambole Waldorf,  sono bambole fatte in materiali naturali (che poi significa che sono fatte di lana e cotone) morbide, confortevoli, di una consistenza meravigliosa, realizzate a mano.

Tu dirai: quante storie per delle bambole di pezza!E io rispondo: Bambole di pezza? Sì e no: sì, perché e vero, no, perché le bambole di pezza devono rispettare ben determinate caratteristiche per essere bambole steineriane.

CHE COSA DISTINGUE UNA BAMBOLA STEINERIANA DA UNA BAMBOLA DI PEZZA COMUNE

Andiamo adesso ad indagare quelle caratteristiche particolari che ti permettono di dire, ok, queste sono bambole steineriane.

1 – Fatta a mano, con materiali naturali: niente colla, niente che sia di plastica.

Una manciata di lana cardata, maglina di cotone, un bel gomitolo di lana pura per i capelli, un pochino di garza e filo di lino: questi sono gli ingredienti per una vera bambola waldorf. Non c’è colla, neanche il pensiero della colla. Non ci sono giunti in silicone o occhi di platica. Lana, filo, cotone, cura pazienza e rispetto per l’ambiente.

2 – La testa non è piatta, ma tridimensionale

La forma della testa tridimensionale è il biglietto da visita della bambola steineriana. Che vuol dire? ti starai chiedendo. Tridimensionale è il contrario di piatta. La fronte è ben distinta, si vede l’infossatira degli occhi. E’ presente un’infossatura anche al lati del volto, in corrispondenza delle orecchie. Anche il retro del capo è bello tondo, come dovrebbe essere la nostra testa.

3 – Le proporzioni sono ben precise sia della testa sia del corpo

I corpi, i volti, per essere armoniosi hanno proporzioni ben precise. E attenzione! Le proporzioni di un neonato sono molto differenti da quelle dun bambino di tre anni o di sette, ancor più quelle di un adolescente o un adulto. Quindi, perché la bambola faccia il giusto effetto, occorre riprodurre le corrette proporzioni. Le bambole fatte a caso, senzi i giusti rapporti tra le diverse parti del corpo, risulteranno poco attraenti o addirittura respingenti.

4 – Segue la crescita del bambino

Mi è piaciuto moltissimo scoprire che ogni età ha la sua bambola. E la bambola evolve proprio nello stesso modo in cui evolve il bambino. Prova a pensare alle tappe evolutive che fa u neonato: prima comincia a controllare la testa. Poi scopre le mani e le braccia. Poi si affera i piedi. Il controllo della colonna vertebrale si conquista tappa dopo tappa, finché non ci si mette in piedi.

Le Bambole Steineriane possono cominciare da un semplice dudù, che ha solo la testa. Poi la bambola conquista mani e braccia e il corpo rimane appena accennato, come in un sacco nanna. Quando il bambino sarà pronto, si offriranno bambole con piedi e gambe. Solo per i più grandi, gli arti possono essere articolati.

Io tutto questo lo trovo affascinante. E tu?

5 – L’espressione del volto è appena accennata e non definita

Espressione neutra, si chiama e questa è la caratteristice che più mi attrae di queste bambole. Devo dirlo, se no non si capisce: le bambole in plastica, tutte uguali, schierate tipo battaglione negli scaffali del supermercato mi inquietano. Quel perenne sorriso sulle labbra un po’ lucide è un’immagine che mi crea ansia e inquetudine. Le Bambole Steineriane, al contrario, funzionano come uno specchio.

Non avevo un’espressione precisa, possiamo specchiarci noi l’emozione che ci sia muove dentro in quel momento. Mi spiego meglio, la stessa bambola possiamo vederla riflessiva, dopo u po’ felice e il gionro dopo arrabbiata. In questo modo, diventa più facile esplorare tutte emozioni in noi e nei nostri figli.

6 – Unica al mondo

Non c’è modo di fare queste bambole in serie. Quando parli di una bambola steineriana stai parlando di una bambola unica al mondo. Non ce ne potrà essere mai e poi mai un esemplare ugule e neanche particolarmente simile. Proprio come per noi esseri umani.

7 – Ricolma di storie e significati

Niente a che fare con le bambole commerciali. Una bambola Waldorf parla della storia delle mani che l’hanno fatta nascere. Una storia di amore, di cura, che si tramanderà attraverso le generazioni. Mi viene il magone se penso che gli eventuali figli delle mie figlie giocheranno con le bambole fatte da me e magari ascolteranno racconti buffi su di me anche quando io non abiterò più il mio corpo. Rimarrà di me una traccia morbida, gentile, allegra e colorata.

DOVE COMINCIA LA STORIA DELLE BAMBOLE STEINERIANE

Non sono un’esperta di Pedagogia Steineriana e non starò certo qui a perdermi in dissertazioni filosofiche. Però può essere divertente capire dove affondano le radici queste bambole, oggi così preziose.

Hai presente le bambole di porcellana? Nell’Ottocento erano loro l’oggetto del desiderio, le regine indiscusse nel regno delle bambole. Io le trovo davvero inquietanti, ma, ai tempi, evidentemente non era così. Fortunato chi poteva permettersele!

Eh sì, perché erano molto costose e fragili e quindi potevano entrare solo nelle case delle persone economicamente più abbienti. Coloro che, non potevano permettersi questo bene di lusso tanto di moda all’epoca e costruivano in casa i giochi per i figli.

Con gli avanzi di tessuto e lana in pratica, facevano queste bambole semplici e belle allo stesso tempo.

Queste bambole colpirono molto Rudolf Steiner, un filosofo tedesco (mica solo filosofo!  E’ il fondatore dell’antroposofia e dell’agricoltura biodinamica, solo per citare qualcosa. In più, si è occupato anche di pedagogia: cioè di come crescere in modo armonico e rispettoso i nostri bambini).

Dicevo, Rudolf Steiner parla di queste bambole semplici fatte in casa con materiali naturali come alleate potenti per lo sviluppo armonico dei bambini.

E così, queste piccole bambole, dalle case dei contadini più poveri arrivano nelle Scuole fondate con il metodo di questo grande studioso e diventano le ormai famose Bambole Steineriane.

Ecco qua, adesso conosci le caratteristiche imprescondibili che devono avere le bambole di pezza per essere Bambole Steineriane e conosci qualche tratto della storia delle loro origini.

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