La Situazione nel Mondo e le Bambole

La Situazione nel Mondo spesso ci fa preoccupare. Il giorno di Ferragosto, per me, doveva essere un giorno come un altro, niente feste, niente gite. A un certo punto, nel campo della mia attenzione, sono cominciate a comparire parole come “Talebani”, “donne afghane”, “bambine cercate casa per casa”.

Non è stato difficile unire i puntini. Ho una figlia che sta per compiere 13 anni e ho immaginato me stessa, se fossi nata in quel Paese mica tanto lontano, a pensare che da un momento all’altro qualcuno potesse bussare alla mia porta e prendersi mia figlia per darla in sposa (in sposa!) a qualche guerrigliero, come premio per la guerra vinta e le morti provocate.

E queste donne con questi pensieri (e non solo questi!) esistono davvero e sono reali, così come lo sono io che adesso sto scrivendo e tu che leggi.

Un senso di impotenza mi ha afferrata alla gola, facendomi sentire male. E lì ho capito che dovevo muovermi e fare qualcosa.

La Situazione nel Mondo è complessa e io faccio solo Bambole

Ho cominciato ad informarmi. Avevo sentito già parlare da un’artista che seguo da tempo Enrica Mannari, di un’associazione che opera per le donne in tante parti del mondo. Anche @estetistacinica aveva fatto delle cose in tal senso…. Ed ecco, si sono uniti i puntini ed è venuta fuori Fondazione Pangea Onlus.

Loro potevano fare qualcosa e io potevo sostenere. Ho donato quel che potevo, ma quella mano gelida stretta intorno al collo non andava via.

Mi sono seduta alla scrivania, con carta penna e colori. Ed ecco che le idee hanno cominciato a rimbalzare una dietro l’altra.

Posso fare una bambola.

E poi metterla all’asta.

E posso anche donare per intero il denaro raccolto

Sarebbe un sogno, poi, creare una rete di altre Bambolaie che hanno piacere di mettersi a disposizione e creare una tessitura luminosa tutte insieme.

E quindi, come spesso succede quando devo mettere a posto un conflitto dentro di me, mi metto a fare una Bambola.

Layl, la notte più scura attende l’alba

Nasce così lei, Layl, una bambola che non risolverà la situazione del mondo, ma mi ha sciolto quel freddo intorno alla gola, sostituendolo un un abbraccio caldo nel cuore.

Layl, è una MiniMé, non poteva essere altrimenti. La MiniMé nasce a pezzi, proprio come ci sentiamo in tante, proprio come la situazione di tante donne in tutto il mondo.

Il suo nome, vuol dire “notte” in lingua araba. Mia nonna, per farmi coraggio, diceva: Più scuro della notte non può venire.

Nella notte si nasconde la promessa dell’alba ed è per questo che questa bambolina ha gli occhi blu, come il cielo che si schiarisce, perché l’alba è già nei suoi occhi. I capelli sono ricci e completamente pettinabili.

E’ circondata dal rosa, il colore della protezione.

Da domani, due settembre, andrà all’asta sulla mia Pagina Facebook. Chi si aggiudica la piccola Layl, farà un bonifico a favore di Pangea Onlus e io spedirò la bambola a mie spese.

Qualcosa dentro mi dice che questo è solo il primo anello di una catena luminosa, che passerà di mano in mano e tesserà una storia bellissima.

Vuoi partecipare all’asta? Seguimi sulla mia pagina Facebook!

Sei una Bambolaia e vuoi partecipare con la tua arte all’iniziativa? Scrivimi qui sotto nei commenti!

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Tantissimi CONSIGLI (di quelli che non ti dice mai nessuno) per far nascere dalle tue mani bambole bellissime, espressive, preziose!

Li ho raccolti in un ebook, facile, colorato, divertente e, soprattutto UTILE (solo "ciccia" niente fumo)

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