Dentro ognuna di noi abita una Bambina. Non farai fatica a ricordartene, basta un pensiero o un ricordo.

Com’è fatta la tua Bambina Interiore?

La mia è un po’ solitaria, con il naso ficcato sempre in un libro, appassionata delle storie raccontate dalle nonne o dalle vicine anziane. E’ una grande sognatrice, un po’ romantica, molto prudente (quasi da diventare paurosa). Gioca con la terra, i sassi e ama il vento e arrampicarsi sugli alberi per quella sensazione di instabilità e respiro.

E la tua? Com’è fatta?

Che cosa le piace fare?

Che cosa pensa in questo momento?

E soprattutto: dove si trova?

Nel mio cammino di guarigione, è stato fondamentale imparare a ri-conoscere e a prendere confidenza con questa parte di me, che non consideravo più. Anzi, di lei ricordavo soltanto le ferite, le frustrazioni, i sogni infranti e le fragilità.

Avevo scordato la sua gioia, il suo entusiasmo, il suo appassionarsi ad ogni novità, ad ogni nuova storia, la sua generosità e la grande fiducia verso le persone e verso il mondo. E ringrazio le parole della meravigliosa Louise Hay e le mie bambole, per avermi insegnato a riportare questo mondo prezioso nella mia vita di tutti i giorni.

La bimba saggia

Ritornare in contatto con la bambina che ci abita, prenderla per mano e portarla al sicuro, all’interno del nostro cuore, ci permette di contattarla ogni qual volta noi abbiamo bisogno di lei e lei ha bisogno di noi.

Lei sa quello che ci piace veramente, le cose che ci fanno brillare gli occhi e battere il cuore, conosce gli slanci di generosità, la meraviglia di fronte alle cose più semplici: ci fa tornare verso la nostra essenza, al nocciolo dei nostri desideri più belli e luminosi.

Ha anche paura di quello che non conosce e a volte si sente fragile, le piace stare al sicuro. Adesso siamo adulte, donne amorevoli e responsabili e sappiamo come prenderci cura di una bambina, anche di quella che abita il nostro cuore.

Negare la nostra parte bambina, con tutte le sue caratteristiche peculiari, ci allontana da noi stessi e ci inaridisce, restituendoci una vita fondata sull’individualismo e la competizione, con tutte le conseguenze che questo comporta nella vita sociale e sullo stato di salute individuale.

Guarire le ferite

Per questo motivo, spesso, mi trovo a dire che il lavoro attraverso le bambole è un potente strumento di guarigione.

Punto dopo punto, filo dopo filo, bambola dopo bambola, prendendomi il tempo, seguendo il flusso dei pensieri, stando nel sentire, entro in contatto con le mie emozioni, le guardo, le ascolto, le riconosco, le accarezzo o le abbraccio se ne hanno bisogno e poi le soffio via, come bolle di sapone.

Tutto questo lavoro ha influito e continua ad influire sulla qualità della mia vita. Sto imparando ad amarmi, a proteggermi e a prendermi cura di me come se fossi una delle mie figlie. Quando cucio o modello simpatici nasini o guance rotonde, chiamo sempre la mia Bambina Interiore, che stia lì con me e riempia le incertezze con soffi magici. Mi traduce i desideri della bambola, quando io non li capisco o non ho abbastanza silenzio dentro di me per ascoltare.

E la tua Bimba Interiore? Dov’è adesso? Le parli mai? Di che cosa può avere bisogno in questo momento? Che cosa desidera veramente?

Se non hai dimestichezza con lei, se non sei abituata ad ascoltarla, perché non provi a renderla concreta attraverso una bambola? Cucita con le tue mani, magari, seminando l’intento di tornare ad abbracciarla e a prenderti cura di lei.

Se vuoi saperne di più: Il potere dell’intento o il Grembiule della Bambolaia

Parlami della tua Bambina Interiore nei commenti qui sotto! Creiamo un bell’esercito di Bimbe Sane, Protette e Luminose. Questo passaggio ci aiuterà nel nostro percorso di Donne Intere, Emotivamente Indipendenti e in Equilibrio.

Come mi piace sempre dire, non più bamboline manovrate da chi capita lì accanto, ma Bambolaie padrone del filo del pensiero, dei colori delle emozioni e dell’ago dell’azione.

Se vuoi saperne di più: Da bambolina a Bambolaia: storia di una Trasformazione

Perché non siamo bambole. Noi, le bambole, le facciamo!

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