Quella volta che ho preso in mano, per la prima volta un ago da Bambolaia! Lo ricordo ancora con tanta emozione!

Quando aspetti un pacco,  è sempre un po’ come se fosse Natale. A te non capita mai? Non vedevo l’ora che mi arrivasse quella consegna, perché dentro quella scatola ci sarebbe stato il materiale per fare le prime bambole della mia vita. Le due bambole di pezza, nate dalle mie mani, che tanto sognavo per le mie figlie.

Noemi aveva 3 anni, Arianna appena uno. Erano piccole e non volevo che abbracciassero anonimi pezzi di plastica.

Ero timorosa. Non sapevo se ci sarei riuscita, non avevo mai fatto nulla di simile prima. Il poco tempo libero che avevo, lo trascorrevo ammirando le meraviglie che uscivano dalle mani delle bambolaie tedesche, russe, olandesi o americane. Spesso non capivo le parole che accompagnavano quelle immagini, ma sentivo un richiamo dentro di me. Se loro ce la facevano, potevo riuscirci anche io. Almeno potevo provare, prima di arrendermi.

Finalmente lo scatolone è nelle mie mani. Lo apro con impazienza, per guardarci dentro. C’era della lana e tante altre belle cose: il filo di lino, una piccolo tubo di garza, maglina, qualche ritaglio di stoffa, un po’ di lana colorata… Poteva essere tutto. Ma… che cosa c’era ancora in fondo alla scatola?

In fondo in fondo, vedo un piccolo pacchetto, tutto avvolto nel nastro da pacchi. Rischiava quasi di confondersi col cartone…

Apro con cautela e dentro, vedo un ago. Scintillante e aguzzo, lunghissimo, come  quello per fare i materassi, ma con  la cruna sottile.  Per non lasciare buchi nella stoffa delicata, avrei scoperto dopo.

Ho sentito chiaramente qualcosa dentro di me che diceva: Ecco, questo è il tuo primo Ago da Bambolaia.

Quell’ago mi ha reso quel che adesso sento di essere. Non la lana, né le stoffe colorate. Proprio quell’ago, appuntito, lucente, a suo modo spietato, ma necessario.

La lezione dell’ago

Osservando video in lingue incomprensibili, in orari pazzeschi, rubando tempo al sonno, tanto prezioso quando si hanno bimbi piccolini, avevo capito che quell’ago era necessario, in particolar modo, per aprire gli occhi, per regalare uno sguardo alla bambola.

Ho scoperto, che dopo tanto tanto lavorare per ottenere un viso grazioso e proporzionato, il lavoro ti chiede di trapassare quella testa da parte a parte, con il lungo ago lucente.

Ho scoperto che non è detto che debba per forza far male. A volte scivola attraverso la testa come un serpentello nell’acqua, a volte, invece, è necessario spingere e far forza perché passi ed apra lo sguardo.

Mettere da parte la paura di non farcela e accettare il rischio di provare, è stato un piccolo attraversamento d’ago, che però, ha poi permesso tutto il resto.

 

Io lo vedo nella mia vita e nei racconti di tante donne che mi camminano accanto: quell’ago luccicante e appuntito, che ci dona uno sguardo nuovo, lo incontriamo tante volte nella nostra strada.

Tutto sta nell’imparare a stare in quell’esperienza, cercando di non dimenarsi e di non fare resistenza. Stare, lasciar andare, respirare, lasciar scivolare, permettere all’ago di fare il suo percorso e indirizzare le energie a cercare il nuovo sguardo, la nuova visione, il dono rimasto.

Perché, a saper guardare, da qualche parte c’è. E quando ci ritroveremo con nuovi doni, dopo che la tempesta è passata, avremo reso utile e prezioso quel segmento della nostra vita.

Certo poi, che è sempre bello avere qualcuno che dia dei baci a quella puntura, che accarezzi con le labbra tiepide la pelle ferita e ci accolga in un abbraccio. Io con le mie bambole lo faccio sempre. Un bel bacino sugli occhi e un abbraccio.

E poi un grazie a quell’ago, che punge sì, ma mette anche insieme i pezzi e regala sguardi bellissimi da far volare come farfalle nelle nostre giornate.

Kit dei materiali: il pezzo più prezioso

E’ per questo motivo che l’Ago da Bambolaia è il pezzo che considero più prezioso quando confeziono i kit dei materiali da spedire nelle vostre case.

Mi piace che venga accompagnato da parole che ne sottolineino l’importanza. E’ emozionante prendere un ago nuovo dalla sua confezione, posizionarlo sul bigliettino appena scritto, di mio pugno, renderlo quieto e inoffensivo, con un po’ di nastro adesivo e sistemarlo nel sacchettino, con le altre cose, pur sapendo che tra tutte quelle cose, è l’elemento davvero decisivo.

Come la spada fa il cavaliere, è l’Ago che fa la Bambolaia.

I meravigliosi materiali presenti nel kit vanno, vengono, sono sostituibili. L’Ago no, diventa un compagno di viaggio, se impariamo ad ascoltarlo e non abbiamo paura di imparare la sua lezione.

Vuoi diventare anche tu una Bambolaia? Certo che sì! Scopri tutto in questa pagina! Leggi qui.

Che cosa serve per fare una bambola? Guarda il video!

Kit dei materiali per cucire un Pupino

Non sai che cos’è un Pupino? Leggi qui.

0 commenti su “L’Ago e la Bambolaia”

  1. Cara Cinzia,
    Le tue parole trasmettono emozione!
    Un anno fa, circa, ho ricevuto il mio Ago da Bambolaia con una tua dedica scritta che conservo ancora con affetto!
    BAMBOLAIA.. un ruolo nuovo che racchiude un infinità di emozioni, AGO …IL nostro fedele compagno di avventure!
    Con te non si impara solo a ” fare bambole, ma molto di più, si impara a riscoprire noi stesse e i valori profondi spesso dimenticati!
    Grazie

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